Il dono di Dio e il dono dell’uomo

"Nel tuo nome. L'arte parla di comunità" un progetto nato in occasione del Giubileo 2025

Il Museo Diocesano, l’Archivio Storico Diocesano e la Biblioteca del Seminario di Pavia presentano Il dono di Dio e il dono dell’uomo, un percorso espositivo pensato per valorizzare i beni culturali custoditi dai tre Enti. L’esposizione fa parte di Nel tuo nome. L’arte parla di comunità, un progetto nato in occasione del Giubileo 2025 e destinato alla valorizzazione del patrimonio conservato nei luoghi di culto e negli istituti culturali ecclesiastici (MAB – musei archivi biblioteche). Con tale iniziativa si intende avvicinare la comunità al proprio patrimonio culturale, sottolineando il contributo che essa può offrire (oggi come nel passato) nella creazione, conservazione e promozione dello stesso, e far risaltare la partecipazione concreta di chi destina l‘8xmille alla Chiesa Cattolica.

La mostra è a cura di Chiara Cardini, Curatrice del Museo, Marco Romano, Direttore del Museo, don Giancarlo Sozzi, Direttore dell’Ufficio diocesano dei Beni Culturali Ecclesiastici e Presidente della Fondazione Museo Diocesano di Pavia, don Fabio Besostri, Vice Direttore dell’Archivio storico diocesano, don Giacomo Ravizza, Responsabile della Biblioteca del Seminario vescovile.

Opere d’arte e antichi documenti illustrano il tema del DONO attraverso due sfaccettature: il dono divino, quello che Gesù elargisce all’umanità, e il dono terreno, quello che l’essere umano fa nei confronti dei suoi simili e legato a circostanze materiali.

Il dono come perdono e guarigione è protagonista dei due dipinti della prima metà del XVII secolo, ascrivibili alla scuola di Giulio Cesare ProcacciniGesù Cristo e l’adulteraGesù Cristo guarisce il cieco nato. Sono inoltre esposte tre significative Bibbie del XVI secolo con pregevoli xilografie che trattano proprio i due episodi biblici. Infine il dono di natura terrena, come può essere l’elargizione di elemosine in favore dei più poveri o l’accoglienza dei pellegrini, è declinato attraverso l’esposizione di due volumi risalenti al XVII e XIX secolo e di una preziosa bolla pergamenacea del 944, emessa da Ugo e Lotario re d’Italia che concedono alla Chiesa pavese la proprietà di beni e diritti sul fiume Ticino.